I flip the switch that make you feel electric
27 febbraio 2012
Caro Tom Meighan,
Ti scrivo questa mia a bordo di un sudicio treno per Mantova,tu sei inglese,sei bello come il sole di primavera dopo un inverno in Siberia,sei una rockstar,che ne sai di che vuol dire vivere in questa terra di nessuno,ma fidati di chi ti scrive,vivere qui un po’ ti uccide dentro,ma questa è un’altra storia.
Insomma ti scrivo per raccontarti cosa succede se a quasi 30 anni decidi di amare una persona famosa che ti fa dilapidare stipendi in t-shirt (tra l’altro bellissime),cd (tra l’altro bellissimi),concerti (tra l’altro bellissimi) e biglietti del treno (perchè se a 20 anni prendi anche dieci regionali pur di risparmiare,a quasi 30 spendi 20 euro per un Eurocity per 30 minuti di viaggio chè tanto fa niente).
La vita di una quasi 30enne che ama una rockstar è più o meno come quella di una 15enne con l’unica differenza che alla mia età fingi di non crederci davvero e dopo i concerti vai a letto perchè,diciamocelo,non ce la fai più.
Mi barcameno con gli orari di lavoro stressando le colleghe per agevolare ogni mio spostamento (sempre siano lodate),prendo i biglietti come se non ci fosse un domani,chiedo di spostare eventuali celebrazioni liturgiche per non farle coincidere con date sensibili (ma era solo una battuta) e via così.
E insomma io ieri ho preso il mio trenino un po’ meno precario di quello di adesso,arrivo a Padova,mi ricongiungo con la sorella di avventure musicali e arrivo al Teatro Geox qualcosa come le 14 (ma siccome io c’ho un’età non alle 8 come qualche pischella ha fatto) mi sottopongo all’iniziativa dei numerini sulla mano per essere tutti molto diplomatici nell’entrare (non me ne voglia nessuno ma sappiamo tutti che quando i cancelli si aprono la regola base è ognun per sè dio per tutti,non applica nessuno il principio della precedenza in sto Paese vorrete mica promuoverla voi qui e proprio oggi che sono arrivata con un bagaglio di ormoni e lacrime che ciao?!) Il sole era clemente e gli omini dei cancelli così caritatevoli che li volevi abbracciare tutti (e millantare favori sessuali pur di saltare la piaga della coda,della ressa,delle chiacchiere inutili del tuo vicino di dramma esistenziale).
Salto tutta la parte delle ragazzette fastidiose,delle questioni atroci che si ponevano certi personaggi,dell’enfisema post corsa alla transenna,del vuoto cosmico dalle 19 alle 21e30,dell’ansia e dell’emozione che quando la senti è bello perchè è quello che la musica deve fare,ti si deve scatenare tutto un caos dentro.
Caro Tom siete partiti con Days are Forgotten e un tot di canzoni che non elenco perchè la scaletta non l’hai data a me e io quando ti ho visto ho smesso di esistere e di pensare e ho iniziato a sudare e ad avere un tracollo cardiaco quindi insomma tanto lo sai anche te cosa avete suonato che sono più o meno quelle che fate tutte le sere.
Ammetto che però in quei rarissimi momenti di lucidità neuronale ho notato un po’ di stanchezza,sarà che il Pizzorno era carico come una molla e l’eclissi è stata inevitabile,sarà che hai deciso di ignorare il mio sacrificio e dalla mia parte sei venuto solo un paio di volte,poche dannato,pochissime ma io mi sento ancora pietrificata e ancora penso che se non ci fossi tu magari io adesso farei del bricolage segando travi di legno per farci scaffali sui quali appoggiare il tempo perso e arredarci il mio tunnel personale (è una metafora,non è che vivo davvero in un tunnel,sai la barriera linguistica potrebbe creare equivoci).
Come ulteriore smacco hai donato il tamburello ad un’altra sotto al mio naso,lei ha pianto forse,io avrei pianto e poi googleato ‘clonazione,come fare per gratis’ ma va bene lo stesso,è stato tutto bellissimo,è stato tutto più di quanto mi aspettassi,è stato tutto più dei Radiohead a Berlino (e se lo dico io che pensavo di aver consacrato la vita ad un altro Tom ma con l’acca di mezzo puoi misurare la sconfinatezza del mio amore).
Ti scrivo questa mia ora che sono passata dal treno ad una panchina nel traffico,aspetto il bus e butto la testa a Luglio quando sarà estate e io potrò finalmente farti vedere le tette senza prendere freddo.
Ciao Tom è stato tutto molto bello.

in treno ho scritto una cosa carina e simpatica sul concerto di ieri sera solo che mancano 3 minuti a mezzanotte e quindi sono passati già quasi 2 giorni e io ho la depressione da post e vorrei fosse già Luglio,ci fosse caldo,si fosse a Ferrara e tutto come ieri sera.
la pubblico poi che ho anche belle foto.
tra 48 ore esatte sarò a vedere i Kasabian con una serie di fanciulle sul groppone che avrò ucciso nel lungo tragitto verso le transenne sotto palco.
a sto concerto sfogherò tutti gli ormoni accumulati quella volta che a 12 anni mia mamma non mi ha portato a vedere i Backstreet Boys.
sarò pericolosa,molto pericolosa.
cose random pur di non andare a dormire
20 febbraio 2012
- non riesco più a seguire più di una serie per volta
- sono di nuovo ossessionata da tutto quello che ha a che fare con la perfida Albione
- ho ripreso in mano i cd dei Blur e non se ne esce
- sabato vado a vedere i Kasabian e so già che morirò
- non c’ho cazzi di lavorare [ma chi ne ha?]
- questa cosa della sindrome premestruale mi sta facendo impazzire creandomi non pochi problemi con i miei buoni propositi sul non considerare il genere maschile a meno che non sia veramente degno di nota
- ho visto l’ultimo episodio di Sherlock e son rimasta sconvolta
- da quando ho finito The Mighty Boosh mi sento sola
- mi manca Gabri
- odio Febbraio
- siamo passati dalla neve alla pioggia e questo mi snerva
- oggi ho ascoltato tutto il giorno i Placebo,fate voi.
comunicazione di servizio
19 febbraio 2012
non capisco perchè per commentare i blog su Libero sia obbligatorio registrarsi.
io non ho voglia di registrarmi e quindi non posso commentare.
che nervi.
voglio ricordare nei secoli dei secoli Godano che balla mentre canta con Patti Smith.
che momenti.
sono giorni un po’ inutili.
non faccio cose,non vedo gente.
ha iniziato a rompermi le scatole anche il lavoro.
è il vuoto totale.
ho sempre odiato Febbraio,è un mese inutile.
ho bevuto così tanto l’altra sera che sono quasi morta come il buon Hendrix e non è stato bello.
per un po’ berrò solo succo di frutta e questo renderà il tutto ancora più noioso.
sono stata in montagna a fare snowboard oggi.
ho fatto un 360 [che ignoro cosa sia ma me lo hanno riferito] volando per aria a casaccio e atterrando di culo e testa in sequenza.
sono arrivata in fondo alla pista di ginocchia e ho un livido grosso come la Corsica.
ho dolori a parti del corpo che secondo me non esistono.
ma sono felice.